Finiti sì, ma come e nell’infinito

TESI: Il finito è presente nell’infinito come infinito e non come finito; altrimenti l’infinito non è più infinito ma finito.

La creatura è presente in Dio come Dio e non come creatura; altrimenti Dio non è più Dio ma creatura.

Esempio: se paragoniamo il 10 all’infinito e i numeri dall’1 al 9 ai finiti, possiamo dire che il 5 (finito) è presente nel 10 come 10 e non come 5; altrimenti il 10 non sarebbe più 10 poiché il 5 sarebbe “fuori” dal 10, e il 10 senza il 5 non sarebbe più 10 ma 5.

Così è per ogni finito. Andando a noi. Ognuno di noi è stato creato da Dio. Sì, Dio è infinito: è l’infinito oceano della divinità e dell’amore. Ognuno di noi è presente nell’essenza divina non da creatura finita ma da Dio; se fossimo in Dio senza essere della sua stessa essenza, Dio non sarebbe più Dio ma creatura. Infatti, noi saremmo “fuori” di Dio, e Dio senza di noi non sarebbe più Dio.

Ora si badi bene: ciò non vuol dire che noi ( = 5) creature “aggiungiamo” qualcosa a Dio ( = 10), come se 5 + 5 = 10.

Senza di noi, Dio non sarebbe Dio, poiché Dio è: colui senza del quale nulla è. Dio non sarebbe colui senza del quale nulla è, se qualcosa “fosse” fuori di Dio. Ciò vorrebbe dire, infatti, che Dio non sarebbe più colui senza del quale nulla è.

Ma se siamo in Dio, “ci” siamo con la nostra identità “divina”. Se non fossimo “Dio”, Dio non sarebbe più Dio, e noi non saremmo. Certo, non lo siamo “totalmente”. Se lo fossimo, cioè Dio fosse “questo” finito, e “uno” di noi fosse “totalmente” Dio, un altro finito non potrebbe essere “Dio”. Non solo, se “questo” finito fosse totalmente Dio, vorrebbe dire che Dio sarebbe “finito”, questo non quello; qui e non là; ieri ma non oggi. Mentre solo se l’identità del finito è “totum divinum” e non “totaliter divinum”, deus divinus est.

Il Nuovo testamento esprime questa profonda verità con la metafora della figliolanza. Noi siamo figli di Dio e lo siamo “realmente”. Se l’autore della Prima Lettera di Giovanni avesse pensato che noi, creature, fossimo “figli” non come il Figlio, quindi non della stessa sua identità divina, avrebbe negato Dio!

Mi spiego.

La stessa realtà può vedersi da due punti di vista differenti. Se sto sulla terra, il sole si muove rispetto alla terra ; se mi metto fuori dalla terra vedo che è la terra che si muove.

Se mi vedo come Dio mi vede, Lui mi vede non come qualcuno fuori, altro, oltre di sé. Poiché non c’è nulla fuori dell’infinito.

Se io mi vedo come io mi sto vedendo ora, mi vedo “finito” e Dio è sì visto come infinito, ma come qualcuno che è fuori di me, oltre. altro da me; proprio perché sono finito e non infinito.

Ma dalla prospettiva di Dio, vedendomi così come Dio mi vede, io sono “figlio/a suo/a. Sono propriamente la Sua immagine.

Solo dal mio punto di vista mi vedo “propriamente” finito “fuori” ed “oltre” di Dio. Se mi vedessi come Dio mi vede, mi vedrei “finito” nell’infinito.

Dunque, riconosciamo chi veramente siamo. Lasciamo l’ignoranza di chi siamo, ignoranza barattata per fedeltà alla Bibbia e alla Chiesa.

Noi siamo dall’eternità e per l’eternità splendore della gloria di Dio.

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