Scienza e Co-scienza

Il riflesso di Dio

La convergenza tra scienza e spiritualità avviene quando la coscienza è considerata primaria (rispetto alla materia), è allora che si ha un nuovo monismo.

La scienza oggi si basa generalmente su un punto di vista materialistico che è anche monismo che dice che tutto è materia, tutto è fatto di materia quindi se tutto è fatto di materia allora la coscienza ovviamente deve essere un epifenomeno. Cambiando il punto di partenza, se si inizia con la proposizione che la coscienza è primaria, la materia è prodotto della coscienza.

La spiritualità è l’esplorazione della propria relazione con la totalità, per cui la consapevolezza diventa parte integrante di ciò che è l’esperienza.

Non c’è più distinzione, non c’è più la dualità della materia (res extensa) e della realtà mentale (res cogitans), la dualità cartesiana è sparita quindi questo è il modo in cui vedo sorgere l’unione di scienza e spiritualità.

Non intendo scienza e spiritualità nel senso in cui hanno dei dogmi o credi, in un sistema di credenze in cui devi fondamentalmente andare d’accordo.

La spiritualità riguarda l’esperienza, riguarda gli esperimenti interiori che sono esperimenti che noi conduciamo dentro di noi. Nella nostra esperienza, la realtà ha a che fare con un aspetto interiore e un aspetto esteriore. Mentre la fisica non riconosce l’esistenza ontologica di un aspetto interiore, la spiritualità raggiunge la realtà esterna dall’interno e questo è un nuovo modo fondamentale di vedere le cose.

È necessario disincagliare la scienza dalle sabbie del suo riduzionismo (materialistico) che è antiscientifico. Scienza e co-scienza devono ritornare a collaborare specialmente ora che si è constatato che la materia non è più solo materia ma informazione e questa espressione di consapevolezza. La scienza studia la realtà scattando fotografie di ciò che è in movimento. Studia le foto e le analizza nei suoi dettagli.

Ma se ciò che de-finisce la realtà è il movimento, ogni fotogramma prescinde dal movimento. Così lo stesso accade con la Materia. La scienza studia la materia (fisica) nelle sue leggi “rappresentate”. Ma ciò che è proprio della Materia, la Consapevolezza non appare nella snapshot/foto/istantanea. Poiché non appare, se ne conclude che la Consapevolezza non c’è oppure è riducibile ad Algoritmo. Per questo siamo ad un momento epocale per la scienza e per la spiritualità

Pro-durre, Pro-getto, indicano una provenienza (il “da dove”) e una méta (il “verso dove”). La materia, il cosmo, è pro-iezione della consapevolezza, la quale si “oggettiva” per comprendersi “meglio”. Come quando scrivo sul mio diario per “leggermi” meglio dentro me stessa. La materia è il mio quaderno, la grafia è l’evoluzione della materia, ma il significato di ciò che è scritto “trascende” la carta del quaderno. Conoscere l’esterno (il quaderno del diario) senza l’interno (significato di ciò che è scritto) è Informazione ma non Consapevolezza ed Esperienza.

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