10 tesi verso il Monismo relativo

  1. Esiste una realtà indipendente da noi che la osserviamo e la descriviamo.
  2. La realtà indipendente da noi è la consapevolezza cosmica o – in termini religiosi – la Mente di Dio.
  3. La consapevolezza divina è intrascendibile ed è condizione di possibilità affinché si dia esperienza fenomenica.
  4. A sua volta l’esperienza fenomenica è l’orizzonte (T) entro cui l’osservatore (p) percepisce un mondo. Ciò che si dà in questa prospettiva (p –> T) è ciò che che definiamo evento (e). La realtà del mondo, quindi, si dà in modo prospettico e si esprime come rappresentazione (ri-ad-presenza) di eventi.
  5. Le rappresentazioni del mondo (materia, atomi, particelle, fotoni, spazio-tempo, massa ed energia) sono l’apparire degli eventi mondani.
  6. Le immagini o icone del mondo sono il mondo stesso. Sono, perché “appaiono”; sono, in quanto “rappresentate” e dunque “percepite”. Accadono (eventi), dunque sono (enti).
  7. Gli eventi sono l’interfaccia della realtà oggettiva (rappresentazioni) e indipendente (consapevolezza cosmica o Mente di Dio).
  8. Quando dico che qualcosa è accaduto, identifico l’apparire alla mia prospettiva della realtà indipendente con una rappresentazione. Ciò che viene identificato, è detto “evento”.
  9. Quello che noi percepiamo, gli eventi oggettivi, non sono altro che “icone” con le quali interagiamo in una sorta di enorme schermo multidimensionale, del quale noi stessi facciamo parte, con immagini 3D, suoni, forze, gravità, chimica, odori.
  10. Questo enorme schermo o sfondo è la consapevolezza cosmica o Mente di Dio.

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