Con guerra e pandemia, Dio se n’è andato via …

Stiamo vivendo un tempo in cui il monoteismo cristiano e la sua forma cattolica stanno attraversando una profonda crisi. Il cattolicesimo cerca di sopravvivere alle bastonate di pandemia e ora guerra in Ucraina riproponendo una mistura di emozioni/poetiche e religione per far fronte ad una vera e propria dissonanza cognitiva con la realtà.

La preghiera è la forma “tipica” di una religione. Come preghi, esprimi cosa credi. Lex orandi statuat legem credendi. Sia l’Arcivescovo di Napoli che il Papa pregano, pregano, pregano. Consacrano, consacrano, consacrano. Ma mi chiedo: tutto questo Kyrie eleison, Perdonaci, Abbi pietà … che senso ha?

Ma Dio non sa già tutto questo e non vuole già il nostro bene? A parole lo diaciamo, ma nei nostri pensieri e nelle nostre orazioni, lo neghiamo. Allora, mi chiedo, perché esprimersi così? Mi si dice: Perché la preghiera rivela il nostro malessere. Ma a chi? A Dio o a noi? Perché esprime la protesta contro il male. Ma a chi è rivolta questa protesta? A Dio o a noi stessi?

In tutte queste litanie – già iniziate al tempo della Pandemia e ora proseguono – c’è un Elefante nella Chiesa di cui non si vuole parlare. Cioè … “DIO”.  Continuiamo a pregare e scrivere poesie come se 2000 anni di cristianesimo non fossero passati.

Cosa direste voi a un tizio che incontrate ogni mattino fuori della sua casa in ginocchio verso oriente. “Cosa stai facendo lì?” – gli chiediamo –  ed egli vi risponde: “Sto pregando il Sole perché sorga”. Convinto che la sua preghiera è efficace, poiché si è reso conto che “ogni” giorno – poiché così ha pregato – il Sole di fatto sorge. La sua fede è ferma più che mai in questa sua convinzione. Poiché prega … il Sole sorge.

Così anche noi quando preghiamo Dio perché faccia smettere la guerra, perché intervenga a togliere la pandemia, perché ci perdoni dato che siamo cattivi con il nostro prossimo. Siamo convinti che solo pregando “così”, Dio farà smettere la guerra, toglierà la pandemia e ci renderà buoni.

Ma se Dio è per sua “natura” buono (Dio è amore), non potrà non amarci “sempre” e “comunque”. Come il Sole non può non sorgere ogni giorno – e non perché mi auguro che sorga -, così Dio mi ama e vuole sempre il mio bene. E allora – ecco la domanda essenziale – perché “questo” Dio, che è buono per sua natura, non fa nulla?

Risposta, anche questa essenziale: Dio “non” risponde e “mai” risponderà al tuo e nostro posto.  Dunque a questa preghiera “non risponderà mai”, non perché non vuole rispondere (chissà per quale motivo….) ma non risponde per necessità interna, potremmo dire. Come Dio non può far sì che il vero sia falso, che 5+2 non sia 7, così Dio non può far sì che la sua “onni-potenza” (in tedesco: Allmächtig) sia esercitata come fosse una “mono-potenza” (in tedesco: Allein-mächtig), potente da solo.

La potenza di Dio è essenzialmente un “rendere potenti” le creature ad amare, volersi bene gli uni gli altri, ad essere ciò per cui sono create. Realizzare se stessi e fiorire. Questa è la potenza che si attribuisce a Dio. E noi che siamo a Sua immagine, siamo abitati ad agire con questo tipo di potenza, che non è “mono-potenza”, potenza da solo, ma essere potenti-con-altri, facendo potenti le altre creature.

Dio non c’entra un bel nulla con la guerra, la pandemia e con tutti i nostri casini! Non ha alcuna responsabilità e nemmeno deve essere “supplicato” (Kyrie eleison!) perché si coinvolga “di più” nella vita delle creature. Dio è da sempre coinvolto nella vita delle creature, ma lo è “da creatura” e non da Dio solitario.

Le creature sono la mano di Dio, il volto di Dio, il naso di Dio, il gusto di Dio, il braccio di Dio…. Le creature sono “il corpo di Dio”. Dio è Dio mai senza di noi. Pregare non è un atto “irrazionale” ma esprime la consapevolezza che siamo di natura divina.

Più che preghiere poetiche/emotive, viviamo “poeticamente” nella “poiesis” dell’agire potente con cui Dio ha abilitato l’essere di noi creature.

Dall’intercessione alla consapevolezza.

Piuttosto che “Kyrie, eleison” … “diventiamo Cristo!”.

2 pensieri riguardo “Con guerra e pandemia, Dio se n’è andato via …

  1. Concordo con l’articolo di Paolo, anche se ritengo che la preghiera e le poesie non sono inutili, non fanno danno alla relazione con Dio. Esprimono tutto il limite umano di non far vivere Cristo in noi.
    Dio non va via, rimane sempre in noi ed aspetta che lo coinvolgiamo nelle nostre azioni.
    E’ l’uomo che allontana Dio, lo emargina quando ritiene di essere autosufficiente, di sentirsi capace a gestire relazioni e criticità; quando invece l’uomo si sente inerme, avverte la paura, la morte, coinvolge Dio.
    Dobbiamo impastarci tutti i giorni di Dio, lo dobbiamo far vivere nelle nostre azioni e, quando, non ce la facciamo insieme, dobbiamo avere fiducia in Dio e lasciare che gli avvenimenti procedano, per scoprire che la paura, l’impotenza umana è diventata serenità, gioia, amicizia.
    Dipende dall’uomo a come far vivere Dio su questa terra, certamente Dio farà la sua parte perché non venga distrutta.

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