Quaestio de creatione

In questo video vi presento come la questione della creazione venga affrontata da due punti di vista.

Nel punto di vista della mente (prospettiva duale) il mondo è creato dal nulla da Dio che è considerato il “Creatore” del mondo. Il mondo è quell’ente o totalità degli enti che dal niente appaiano e poi scompaiano nel niente. La fede del Dio creatore identifica il “ni-ente” come l’essere sussistente (IPSUM ESSE SUBSISTENS). Per questo dire che il mondo è creato dal nulla significa che Dio “crea” da nient’altro che da se stesso. La fede nel “nulla” – direbbe Emanuele Severino – è alla base della concezione duale della creazione. Questa prospettiva della mente potrebbe essere paragonata alla visione cosmologica del geocentrismo. Il sole ( = ente) gira intorno alla terra ( = mente). Per la mente, dunque, l’ente proviene dal nulla e ritorna nel nulla. Tuttavia, per la mente “credente” il nulla “non è” nulla ma è l’essere di Dio. Dunque la mente “crede” che il mondo è creato da un Dio creatore che fa uscire le cose da “ni-ente” e “per pura volontà” potrebbe far ritornare nel ni-ente tutte le cose. La fede nel “nulla” è all’origine della concezione “volontaristica” di Dio come Creatore.

L’altra prospettiva, invece, è quella “contemplativa” o della “consapevolezza” (non duale): potremo chiamarla della “visio dei” o dello “sguardo di Dio”. Questa altra prospettiva potrebbe essere paragonata alla visione cosmologica dell’eliocentrismo. Il sole è la mente di Dio Il sole. Intorno alla mente di Dio ruota continuamente l’ente. Tale eterna rotazione è l’apparizione eterna dell’ente. Potremmo chiamarla anche “creatio continua” nel senso trascendentale di creazione. La creazione come la radicale e totale relazione dell’ente dall’essere di Dio. Poiché l’essere di Dio è “eterno”, anche il suo apparire è “eterno”. Questo apparire di Dio è la sua manifestazione e rivelazione (teofania) creata, cioè ontica. L’essere (di Dio) si dà nell’ente. L’ente ( = participio presente del verbo “essere) partecipa come finito dell’essere che è infinito. L’ente, quindi, è incarnazione dell’essere. Solo alla “mente credente nel nulla” l’incarnazione ha avuto un inizio nel tempo; in realtà, l’incarnazione – così come la creazione – è continua, immagine dell’essere eterno di Dio distesa e rifratta nello spazio e nel tempo.

Ambedue le prospettive – duale e non duale – sono reali. Così come è reale la mia percezione del sole che sorge e tramonta, benché dire che il sole “sorge” o “tramonto” non sia propriamente vero, poiché il sole né sorge né tramonta. È la terra che gira intorno al sole e non viceversa. Così – uscendo dalla metafora – è la mente che crede “nel nulla” dal quale vuole far uscire l’ente. In verità, l’ente è sempre stato e sempre sarà. Ogni essere è un pensiero di Dio. Dall’eternità e per l’eternità siamo pensati da Dio, voluti da Dio come “eterni”, consustanziali al suo Verbo eterno: figli/e nel Figlio.

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