Meta/fisica

  1. Non possiamo conoscere il mondo come è in se stesso. Ciò che noi conosciamo è l’aspetto fenomenico.
  2. La fisicalità del mondo è ciò che noi conosciamo della nostra esperienza del mondo attraverso delle rappresentazioni percettive.
  3. Questi fenomeni rappresentano le interazioni del mondo.
  4. I fenomeni del mondo o contenuti (rappresentazioni) di esperienza – non hanno esistenza indipendente.
  5. I contenuti di esperienza “sono” perché esperiti e rappresentati. Non esistono fenomeni al di fuori dell’esperienza. Così come non ci sono colori al di fuori della luce.
  6. Massa, energia, moto non sono proprietà indipendenti della materia ma rappresentazioni delle qinter-azioni tra i fenomeni o contenuti di esperienza.
  7. Non si dà esperienza di un mondo “esterno” indipendente dall’esperienza che ne abbiamo. Ciò sarebbe incoerente.  La distinzione “interno” (mente che conosce) ed “esterno” (mondo che la mente conosce) è una astrazione dall’immediata esperienza che si dà un mondo. Io sono mondo. 
  8. La fisicalità del mondo rinvia all’apparire e all’esperienza del mondo ma non alla natura del mondo.
  9. La realtà ultima del mondo per sua definizione non può essere fisica, poiché ciò che è fisico è rappresentazione dell’esperienza e questa è condizionata dalla consapevolezza che sperimentiamo qualcosa.
  10. L’immediata consapevolezza che sperimentiamo qualcosa è il riflesso della pura consapevolezza che avvolge e permea ogni cosa e rende possibile l’apparire di un mondo.
  11. Il mondo non è consapevole ma sussiste nella pura consapevolezza. La consapevolezza cosmica – dunque – è il riflesso della consapevolezza assoluta, detta in altri termini Mente di Dio o Pura Consapevolezza.
  12. La Mente di Dio (metafora) è come il sole, mentre il cosmo (dall’inorganico al senziente, al cosciente e all’autocosciente) è come la luna che riflette la luce (consapevolezza, spirito di Dio). La luce delle cose non è “propria” ma “donata” o “creata”. Per questo Genesi (1,3) dice che la prima cosa creata fu la Luce.
  13. Le cose non sono lucenti o consapevoli in se stesse ma “sono” nella Mente di Dio, nello Spirito di Dio. Il loro essere è “ek-sistere”. Essenza partecipata.
  14. La luce che il mondo riflette e la consapevolezza che la mente avverte e percepisce anche nella meditazione sono il riflesso della Pura Consapevolezza.
  15. “Ora vediamo come in uno specchio, in modo oscuro; ma allora vedremo faccia a faccia; ora conosco in parte; ma allora conoscerò pienamente, come anche sono stato perfettamente conosciuto” (1Cor 13,12). “Noi fin d’ora siamo figli di Dio, ma ciò che saremo non è stato ancora rivelato. Sappiamo però che quando egli si sarà manifestato, noi saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è” (1Gv 3,2). Nel compimento escatologico (risurrezione o risveglio) passeremo dalla riflessione speculare alla visione “faccia a faccia”, anzi – come dice il discepolo amato – diventeremo simili a lui perché lo vedremo così come egli è. Lui e noi una cosa sola.

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